- Oggi è zoointolleranza
- di Dr. Roberto Marchesini del: 22 marzo 2011
- Categoria: CAPIRE IL SUO COMPORTAMENTO
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Un'aberrante interpretazione della prevenzione dei rischi riconducibili alla presenza del cane nel contesto urbano ha fatto credere nel decennio appena trascorso che l'unico modo, o perlomeno quello principale, per limitare il pericolo delle aggressioni fosse quello di aumentare la contenzione e rendere sempre più ristretta l'area di interazione sociale del cane.
Si è passati così a proporre l'indispensabile utilizzo della museruola, la compilazione di una black list di razze con pesanti restrizioni ai soggetti che ne facevano parte, la perimetrazione della presenza dei cani solo in opportune aree recintate, avvallando le tesi bizzarre di chi ritiene che il cane non abbia diritto di cittadinanza e debba essere relegato all'ambito extraurbano.Ci troviamo di fronte a una campagna strisciante di zoointolleranza che crea un clima di giustificazionismo per le azioni più estreme di rifiuto verso i cani, di criminalizzazione della loro presenza e di vessazione nei confronti di tutti coloro che vivono con un cane.
Dalle petizioni condominiali alle limitazioni sempre più gravose di accesso, il pet-owner ha visto in questi ultimi anni diminuire in modo consistente il suo spazio di movimento.Il guinzaglio è diventato così lo strumento a cui affidare il controllo del cane fino a togliere al quattrozampe qualsiasi opportunità di movimento libero. Tutto questo a dispetto di quello che hanno sempre sostenuto gli studiosi del comportamento del cane vale a dire che ogni limitazione di interazione sociale va a porre importanti ipoteche sulla socializzazione ossia sulla competenza prosociale del cane.
Assecondando la zoointolleranza si rendono i cani più problematici proprio perché si tolgono loro quelle esperienze indispensabili per lo sviluppo della socievolezza.
I cani lasciati costantemente in un giardino, costretti a vivere in un box o legati alla catena o anche solo mantenuti dai proprietari a distanza dagli estranei sono quelli che più facilmente vivono l'incontro con gli altri in modo conflittuale.Se pertanto il guinzaglio può essere un utile strumento per proteggere il cane nelle situazioni critiche, come lungo le strade della città, sempre piene di pericoli e di eventi imprevedibili, o nelle situazioni di grande affollamento, non ha senso costringere i cani a stare sempre al guinzaglio anche quando si è in un parco cittadino, in passeggiata in un'area verde o in un bosco, in un arenile e soprattutto quando il cane possiede un'ottima socializzazione.
Il cane è sempre stato un compagno affidabile per l'uomo proprio perché ha potuto vivere con noi fianco a fianco senza limitazioni o costrizioni di sorta ed è evidente che l'unico modo per contenere i comportamenti conflittuali è quello di allargare lo spazio di movimento del cane non il contrario.
Dobbiamo ritrovare la fiducia verso il cane, una qualità che in questi ultimi anni abbiamo perduto, e capire che i problemi non sono del cane ma del nostro modo di vivere la relazione con lui.
Zoointolleranza: ne siamo testimoni tutti i giorni.
Sanzioni e limitazioni sono le “assicurazioni sociali” che vengono applicate per assicurare tranquillità e serenità. Di chi?
E il rispetto? E la fiducia? Totalmente assenti, sia tra gli esseri umani, sia nei confronti dei quattrozampe.
Delineiamo insieme i contorni del rapporto uomo–cane nella nostra società: la conoscenza è il primo passo da compiere per trovare un’alternativa, una soluzione.
Raccontaci la tua esperienza e il tuo pensiero!
- estrella scrive:
- giovedì, 24 marzo 2011 alle ore 24/03/11
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Caro Dott. Marchesini, la mancanza di fiducia verso i vostri cani dipende solo dall'assenza di educazione globale che regna ormai nelle città e nei singoli cittadini.
La ricerca di sicurezza proviene dal diritto di vivere strade e parchi senza doversi preoccupare anche di problemi altrui, quelli dei padroni dei cani.
Mia figlia, di 3 anni, è stata azzannata da un cane in un parco CITTADINO di Milano. Adorava i cani, ora non può sentire neppure abbaiare; adorava rotolarsi per terra, ora ha paura a lasciarmi la mano; e soprattutto lei era perfetta, ora ha una cicatrice di morso sulla mandibola.
Quindi, per cortesia, non fate i filosofi su questioni di diritto; non utopizzate situazioni che non si verificheranno mai.
La maggior parte dei proprietari di cane È maleducata, ha il cane PER EGOISMO e non ci pensa minimamente ad educarlo.
La città è dei cittadini; e questo è un diritto, non un privilegio.
- eunice scrive:
- martedì, 29 marzo 2011 alle ore 29/03/11
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Purtroppo devo concordare con estrella.
Dico purtroppo perché anche a me piacerebbe vivere in un mondo nel quale uomini e animali possano convivere in totale armonia e libertà. Ma così non è.
Una mattina, al parco giochi, la padrona di una cagnolina totalmente libera aveva invitato mia figlia di quasi 2 anni, ad accarezzarla "perché i bambini le piacciono". Peccato che non appena la bimba ha provato ad avvicinarsi la cagnolina le sia saltata addosso e l'abbia afferrata e tirata per i capelli buttandola a terra! Fortunatamente era piccola e siamo riusciti a togliergliela di dosso senza grossi danni.
Per non parlare del fatto che il 90% dei padroni NON raccoglie MAI le deiezioni dei propri cani, rendendo luoghi dove i bambini dovrebbero poter giocare tranquillamente praticamente dei percorsi ad ostacoli...
E non si tratta di zoointolleranza. Si tratta di maleducazioneintolleranza!!!
- Dott. Marchesini scrive:
- martedì, 29 marzo 2011 alle ore 29/03/11
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E' vero, occorre agire con attenzione e gradualità e tuttavia non si tratta di filosofia ma di costruire un percorso che abbia come finalità proprio l'azzeramento degli incidenti. Oggi di fatto sono i cittadini virtuosi a essere penalizzati, quelli che hanno fatto i percorsi educativi, hanno certificato il proprio cane e magari lavorano nell'ambito della pet therapy; a loro e ai loro cani non viene riconosciuto in alcun modo questo impegno e di fatto vengono trattati come le persone incivili ed egoiste a cui giustamente lei fa riferimento. Il comune di Casalecchio di Reno in provincia di Bologna ha messo a punto un progetto formativo per le coppie persona-cane con un esame finale e rilascio di un attestato con medaglietta di riconoscimento: il beneficio per questi cani è di poter accedere ad alcuni parchi senza aver bisogno di essere tenuti costantemente al guinzaglio. Si tratta di un'iniziativa eccellente basata su una logica meritocratica che premia i comportamenti virtuosi e quindi non solo dà vantaggi a chi s'impegna ma stimola gli altri a seguirne l'esempio. Non vi è dubbio che limitando lo spazio di movimento dei cani se ne accresce l'aggressività, queste sono le risultanze della ricerca etologica non dissertazioni meramente teoriche o idealistiche. Per questo non è giusto che chi ha fatto un percorso veda compromesso il proprio lavoro attraverso contenzioni esagerate. Si tratta di trovare non delle mediazioni ma delle soluzioni che mettano fine agli incidenti, quelli a cui purtroppo è incorsa sua figlia. Ritengo tuttavia che la strada della contenzione non risolva il problema ma lo peggiori, anche perché quasi sempre gli incidenti nascono dalla perdita di controllo del cane e, se questi non ha un profilo prosociale. Non amo le utopie e ritengo che solo nella costruzione della piena sicurezza faremo gli interessi anche del cane, così come sono solito ripetere che chi non raccoglie le deiezioni del proprio cane contribuisce ad aumentare la zoointolleranza ed è nemico dei cani. Detto questo è indispensabile affrontare i problemi in modo scientifico e non emotivo - anche se comprensibile - perché spesso le risposte dirette peggiorano i problemi invece di risolverli.
- Sara scrive:
- venerdì, 01 aprile 2011 alle ore 01/04/11
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Cara Estrella, cara Eunice,
se voi aveste letto con attenzione lo scritto di Marchesini avreste letto che non ha senso costringere i cani a stare sempre al guinzaglio anche quando si è in un parco cittadino, in passeggiata in un'area verde o in un bosco, in un arenile e soprattutto QUANDO IL CANE POSSIEDE UN OTTIMA SOCIALIZZAZIONE.
Fermo restano che sono pienamente daccordo con voi... il problema non è il cane, ma il conduttore.
Io ho iniziato il corso di Marchesini con ottimi benefici, e ora questa situazione di Zoointolleranza la sento molto di più perchè il mio cane risulta educato e gestibile.
Dipendesse da me, rivoluzionerei la possibilità di adozione degli animali, previo corso formativo.
- marina scrive:
- lunedì, 01 agosto 2011 alle ore 01/08/11
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E' stato bello leggere questo articolo, anch'io la penso così, credo che i cani abbiano il diritto di correre liberi, ovviamente lontano dai pericoli e quindi in spiaggia d'inverno, nei boschi e nei parchi. Peccato che l'intolleranza cresce giorno per giorno e ormai per andare in giro col cane occorre una borsa per portare un guinzaglio lungo (almeno se non posso liberarla le posso dare più corda...rischiando la multa), la museruola, mille sacchetti e quant'altro che quasi quasi ti viene l'ansia ogni volta!!! Dove vivo io (S.Mauro Pascoli FC) non esiste un'area verde accessibile ai cani anche se al guinzaglio e quindi si rischia la multa ogni giorno...è uno schifo! Io spero sempre che la situazione cambi ma la vedo dura! Saluti, Marina.
- Mara De Pascale scrive:
- sabato, 14 aprile 2012 alle ore 14/04/12
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Ho sempre amato gli animali e desiderato averne, ma,per l'opposizione dei miei genitori prima e contingenze lavorative poi, ho dovuto aspettare fino a 43 anni (ora ne ho 53) per realizzare la mia convivenza con cani e gatti. All'età di dieci anni sono stata aggredita dal cane di mio zio che mi ha morso la faccia, ma, nonostante la bruttissima esperienza e la cicatrice che mi è rimasta, non ho mai pensato che la colpa fosse del cane, quanto, piuttosto, del comportamento inadeguato e superficiale degli umani adulti. Tutti noi abbiamo a che fare ogni giorno con persone prepotenti, fastidiose e, a volte, violente, ma pensiamo che il problema sia educativo, non genetico; quindi sarebbe il caso di usare le stesse categorie anche per gli animali domestici. Il fortunato incontro con le persone giuste, tra cui Roberto Marchesini, ha fatto sì che i miei 5 cani di taglia media e grande, tutti raccolti dalla strada, non abbiano alcun problema di relazione con chicchessia e la mia casa sia tranquillamente frequentata da amici nostri e dei figli. È vero che la città è dei cittadini, ma di tutti i cittadini, compresi gli amanti dei cani, dunque tutti hanno, oltre ai diritti, anche il dovere di imparare a convivere le regole della convivenza. Mara De Pascale Napoli
- Antonella scrive:
- martedì, 08 maggio 2012 alle ore 08/05/12
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Cara signora Estrella, capisco il suo disagio per l'accaduto, ma le assicuro che oggi la maleducazione è diffusa anche tra i bambini che sono molto viziati. Ovviamente non mi riferisco a sua figlia e al vostro caso.
Però cito molti casi di violenza di bambini su cani e gatti indifesi.
2 anni fa in um paese della mia provincia, ma accade in tutto il mondo, una banda di cuccioli d'uomo annoiati ha dato fuoco a una cagnetta di 8 mesi e altri casi quotidiani che non balzano agli onori della cronaca. Anche noi padroni di cani vorremmo essere sicuri che il nostro amico a 4 zampe sfugga alla noia di certi ragazzini.
MI scusi non è polemica, ma ricordi la colpa è sempre dell'uomo. Anche noi siamo cittadini. MI perdoni la frenchezza.

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