Amore, coraggio, istinto: la storia di un orso
di Redazione Almo Nature del: 30 agosto 2011
Categoria: ATTUALITÀ
Amore, coraggio, istinto: la storia di un orso

Risale ai primi giorni di agosto la notizia della mamma orso che imprigionata in una delle fabbriche dove si estrae la bile agli orsi, in Cina, ha strangolato il figlio per poi togliersi la vita.

Costretti a terribili sofferenze, rinchiusi in gabbie strettissime che impediscono ogni movimento, tenuti in vita solo per estrarre la bile ritenuta utile per la medicina tradizionale cinese: è questo il destino per più di 12mila orsi in Cina, condannati a un inferno di sofferenze, anche per vent’anni, finché la morte non li libera.

Il cucciolo stava piangendo - riporta il portale cinese Reminbao.com - mentre gli veniva inserito il catetere per l’estrazione della bile, quando la madre è riuscita a liberarsi dalla gabbia in cui era rinchiusa: ha provato a forzare la prigione del figlio, ma incapace di liberare il suo cucciolo, lo ha soffocato per poi scagliarsi contro un muro a testa bassa, ponendo fine anche alle sue sofferenze.

Un atto esemplare di amore estremo, un grande sacrificio, un istinto innato, un meccanismo di difesa che interviene quando a rischio non è solo un individuo ma l’intero gruppo.

Un episodio che fa riflettere sulla vita, sulla dignità, sull’amore, sul rispetto.

Pablo Neruda scriveva «Essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare» e gli animali ne hanno piena consapevolezza, a differenza di tanti esseri umani…

 


In Cina, gli orsi sono imprigionati per poter estrarre loro la bile, una sostanza utile per i trattamenti di patologie cardiache, ma già efficacemente riprodotta in laboratorio e disponibile in commercio (molecola sintetica UDCA), come chiarisce un recente studio dell’Imperial College of London.

Gli orsi sono imprigionati in gabbie strettissime

Per estrarre loro la bile viene impiantato un catetere nell’addome fino a perforare la cistifellea

Poiché la ferita non può rimarginarsi, gli orsi contraggono infezioni, tumori, setticemia e peritoniti, che li conducono lentamente, e fra atroci sofferenze, alla morte.

Per accelerare il processo di estrazione gli orsi vengono costretti nelle “crush-cage”, gabbie in cui una grata di metallo li schiaccia, frantumandogli le ossa. Ogni tentativo di liberarsi li porta a ferirsi e a provare ancora più dolore. Non hanno scampo.

L’associazione Animals Asia conduce una lotta continua per riuscire a salvare gli orsi della luna, liberarli, curarli e riabilitarli in un lungo percorso psicologico.

 

Fonti:

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Paola scrive:
martedì, 30 agosto 2011 alle ore 30/08/11

Penso che questo episodio faccia riflettere non solo sulla crudeltà umana, ma anche sulla dignità, sulla vita, sull’istinto di autoconservazione (di sé e del branco), sul coraggio.

Gli animali, ancora una volta, ci insegnano il valore della vita e aiutano a guardarsi intorno e a valutare il nostro branco con occhi diversi.

Oriana Fallaci scriveva che il coraggio è fatto di paura, ed è evidente che valga anche per gli orsi.

antonella scrive:
giovedì, 01 settembre 2011 alle ore 01/09/11

Cosa possiamo fare per fermare questa barbarie?

Redazione Almo Nature scrive:
giovedì, 01 settembre 2011 alle ore 01/09/11

Ciao Antonella, l'associazione Animal Asia conduce una lotta quotidiana per porre fine a questa situazione e salvare gli orsi.

Se vuoi impegnarti attivamente, trovi un po' diversi modi per sostenere l'associazione, ecco il link

http://goo.gl/74Lgv

Dusha scrive:
venerdì, 11 novembre 2011 alle ore 11/11/11

dobbiamo fare qualcosa per finire questo barbarismo contro gli animali in Cina, contro i cani, orsi...EU, Nazioni Unite, l'Intero Mondo!

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