Vet Forum
- Congresso Europeo di Dermatologia Veterinaria
- di Dott.ssa Chiara Noli del: 08 novembre 2011
- Categoria: AREA SPECIALISTICA
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Criteri diagnostici della dermatite atopica nel gatto
Dopo la definizione dei nuovi criteri diagnostici della dermatite atopica nel cane (Favrot 2008), ecco finalmente la pubblicazione dei primi criteri per la diagnosi di dermatite atopica e allergia alimentare nel gatto, anche questi sviluppati dal gruppo di ricerca internazionale capeggiato dal Prof. Favrot dell’Università di Zurigo. Avendo correttamente escluso i gatti affetti da allergia alle pulci, mediante terapia anti-ectoparassiticida, si può considerare che i gatti soffrano di una malattia allergica con una sensibilità >75% e una specificità >80% se sono assolti 5 dei seguenti 8 criteri:
- Almeno due parti del corpo coinvolte
- Alopecia simmetrica
- Almeno due di questi quadri clinici:
- alopecia simmetrica
- dermatite miliare
- dermatite eosinofilica
- erosioni su testa e collo
- Qualsiasi lesione sulle labbra
- Erosioni o ulcerazioni mento o collo
- Assenza di lesioni sul dorso
- Assenza di alopecia non simm. dorso/coda
- Assenza di noduli o tumori
È stato però riconosciuto dagli investigatori che purtroppo questi criteri non sono in grado di differenziare l’allergia alimentare dalla dermatite atopica.
Scarica la scheda con i Criteri Diagnostici dell'Alopecia nel Gatto:
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Localizzazione del prurito nei cani allergici
Un altro interessante studio ha analizzato in maniera sistematica la localizzazione del prurito nei cani affetti da dermatite atopica confrontata con quelli affetti da allergia alle pulci, in modo da fornire una guida alla diagnosi di queste malattie. I risultati, riassunti nella tabella seguente, confermano che un prurito localizzato alle zampe e alla faccia è più indicativo di dermatite atopica, e uno localizzato alla zona dorso lombare è tipico di allergia al morso delle pulci.
Localizzazione Dermatite atopica Allergia alle pulci Spazi interdigitali 81.3% 27.6% Faccia e collo 57.1% 15.9% Base della coda, dorsolombare 3.3% 63.4% Terapia della dermatite atopica
Numerosi studi molto recenti hanno dimostrato che anche nel cane atopico vi è un difetto della barriera lipidica cutanea di protezione, con la conseguenza che gli allergeni possono più facilmente penetrare nell’epidermide e stimolare una risposta allergica. Come logica conseguenza, sono numerosi gli studi che si concentrano su terapie in grado di riparare i difetti di questa barriera lipidica. Il più recente è di un gruppo italo-francese, che ha dimostrato che uno spray idratante a base di ciclodestrine, liposomi, D-pantoteolo, glicole propilenico e glicerina (Ermidrà, ICF) è in grado di diminuire la disidratazione cutanea conseguente ai danni causati artificialmente alla barriera lipidica, di inibire l’infiammazione e accelerare la restitutio ad integrum dello strato corneo.
La desensibilizzazione allergene-specifica rimane la terapia eziologica preferibile, grazie alla sua scarsa tossicità e alla sua azione mirata nei confronti dei difetti del sistema immunitario dei soggetti allergici. Tuttavia attualmente i risultati di questo approccio terapeutico sono positivi solo nel 50-60% dei casi, e la ricerca di sta concentrando su modalità alternative di somministrazione delle soluzioni allergeniche, che possano stimolare meglio il sistema immunitario. Dopo la “rush immunotherapy”, un protocollo di induzione della durata di 24 ore anziché 21 giorni, e la somministrazione per via sublinguale, è stata presentata al questo congresso la somministrazione intralinfatica. A questo scopo si è iniettata una soluzione acquosa di allergeni direttamente nel linfonodo sottomandibolare a intervalli mensili, con guida ecografica, che pare essere stata ben tollerata dagli animali trattati. I risultati sull’efficacia di questa modalità di somministrazione della terapia iposensibilizzante sono attesi per il prossimo anno.
La dermatite atopica è una malattia cronica e inguaribile, che necessita quindi cure costanti e dedizione da parte dei proprietari. A questo scopo l’educazione del proprietario riguardo alla malattia e la sue evoluzione, la prognosi e le terapie è fondamentale per una corretta compliance ai trattamenti e per il successo della terapia. Come in medicina umana, anche in veterinaria si stanno sviluppando i corsi strutturati di formazione e supporto per proprietari di animali atopici, uno dei quali, organizzato in Germania, è stato presentato al congresso. Questa iniziativa, nata dalla collaborazione di dermatologi, nutrizionisti e comportamentalisti veterinari e psicologi umani, ha ottenuto, per i proprietari che hanno partecipato, risultati migliori nella terapia rispetto a quelli osservati da proprietari non coinvolti. Ci auguriamo che anche in Italia si organizzino presto corsi del genere, rivolti ai proprietari di animali e non solo ai veterinari curanti.
Terapia della demodicosi
Un interessante studio italiano ha voluto valutare l’efficacia dello spot on contenente l’associazione moxidectina/imidacloprid (Advocate, Bayer), nella prevenzione delle ricadute di demodicosi generalizzata nei cani predisposti a questa malattia. Sono stati selezionati tredici cani con demodicosi generalizzata, già curata in passato ma recidivata una o più volte nonostante la terapia. Dopo un ulteriore ciclo di trattamento e negativizzazione dei raschiati, i cani sono stati trattati mensilmente con il prodotto spot on e seguiti per un periodo non inferiore ad un anno. Dei tredici cani inclusi nello studio solo uno ha mostrato una ricaduta dopo 2 mesi, mentre gli altri dodici si sono mantenuti asintomatici e parassitologicamente negativi per tutta la durata dello studio, confermando che l’applicazione mensile dello spot-on a base di moxidectina/imidacloprid è in grado di prevenire le ricadute della demodicosi nei soggetti predisposti.

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