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- Terapia della Dermatite Atopica del Cane
- di Dr.ssa Chiara Noli del: 11 febbraio 2011
- Categoria: AREA SPECIALISTICA
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Esse si possono leggere, ma non si possono fotocopiare e distribuire ad altre persone, poiché sono soggette a copyright. È però possibile divulgarne l’abstract e i contenuti, come verrà fatto qui di seguito.
Nella parte introduttiva dell’articolo si ripropone la definizione accreditata di Dermatite Atopica del cane, quale una “Malattia cutanea allergica pruriginosa a predisposizione genetica con tipiche caratteristiche cliniche, associata ad anticorpi IgE più comunemente diretti nei confronti di allergeni ambientali”. (Halliwell R: Revised nomenclature for veterinary allergy. Veterinary Immunology and Immunopathology 2006; 114: 207–8.).
In questa parte sono inoltre riassunte le conoscenze più recenti sulla patogenesi di questa malattia nel cane, i segni clinici e l’approccio diagnostico. In particolare vendono citati i nuovi criteri proposti e validati da Favrot nel 2010 per la diagnosi della dermatite atopica del cane:- Inizio dei segni clinici al di sotto dei 3 anni di età
- Cane che vive prevalentemente all’interno
- Il prurito risponde ai glucocorticoidi
- All’inizio il prurito è sine materia (prurito in assenza di lesioni)
- I piedi anteriori sono colpiti
- I padiglioni auricolari sono colpiti
- I margini delle orecchie NON sono coinvolti
- L’area dorso-lombare NON è colpita
Una associazione di cinque criteri soddisfatti ha una sensibilità dell’85% ed una specificità del 79% nel differenziare cani con AD da cani con prurito cronico o ricorrente non affetti da AD. (Favrot C, Steffan J, Seewald W, et al. A prospective study on the clinical features of chronic canine atopic dermatitis and its diagnosis. Veterinary Dermatology 2010; 21:23–30.)
La parte più corposa delle linee guida viene poi dedicata alla terapia, citando come scopo quello di migliorare la cura dei cani affetti da dermatite atopica. Avendo studiato tutti gli studi randomizzati e controllati di elevato valore scientifico pubblicati negli ultimi anni, la Task Force Internazionale per la Dermatite Atopica del Cane ha identificato gli interventi terapeutici che con più alta probabilità possono fornire un miglioramento clinico evidente, e raccomanda un approccio che contempli l’uso di più terapie contemporaneamente. In modo molto pratico e intelligente, vengono discusse diverse situazioni cliniche per mezzo della descrizione di casi clinici concreti.
Innanzi tutto vengono differenziati gli approcci terapeutici a seconda che si tratti di infiammazione acuta o cronica.
Nelle fasi INFIAMMATORIE ACUTE dovrebbero essere identificate e, quando possibile, eliminate le cause scatenanti l’infiammazione, ad esempio pulci, trofoallergeni (allergeni alimentari), piante o erbe o muffe. Per dare sollievo all’animale si consigliano una associazione di bagni non irritanti e glucocorticoidi ad uso locale. I glucocorticoidi orali per pochi giorni e le terapie antimicrobiche devono essere aggiunte solo se necessario. Queste ultime possono essere di natura topica o sistemica a seconda della gravità e dell’estensione delle infezioni. Nelle forme acute vengono vivamente sconsigliati gli antiistaminici (perché non vi è evidenza che funzionino veramente), e gli acidi grassi essenziali e la ciclosporina, perché il loro effetto si manifesta in genere solo dopo 2-4 settimane dall’inizio della terapia.
In cani affetti da AD CRONICA , invece, è veramente importante identificare e eliminare, se possibile, i fattori che scatenano l’infiammazione. Vengono citati il cibo, le pulci e gli allergeni ambientali, i batteri stafilococchi e i lieviti Malassezia, e per ciascuno vengono suggerite strategie per la loro eliminazione dall’ambiente dell’animale. Inoltre viene consigliato il miglioramento dell’igiene e cura della cute e del mantello, con l’uso di shampoo non irritanti e tramite supplementi con acidi grassi essenziali per os e a formulazione spot on topica. Il prurito e le lesioni cutanee possono essere leniti con farmaci topici quali i glucocorticoidi e il tacrolimus, riservando la terapia sistemica con steroidi o ciclosporina ai casi più gravi e generalizzati. La dose e la frequenza di somministrazione di questi farmaci dovrebbe essere adattata a ciascun paziente considerando l’efficacia di ogni farmaco, gli effetti collaterali ed il costo. In particolare, fra i cortisonici topici si consiglia l’uso dell’idrocortisone aceponide, che causa una minore atrofia cutanea e viene assorbito solo in minima parte per via sistemica.
Anche gli interventi immunomodulatori trovano spazio nella trattazione della terapia della dermatite atopica del cane. L’immunoterapia allergene-specifica, quando vi è indicazione, viene suggerita come opzione terapeutica per prevenire le ricadute dei segni clinici a seguito di esposizione agli allergeni ambientali. Viene anche citata l’efficacia della terapia con gamma-interferone per via sottocutanea, un prodotto purtroppo non ancora in commercio in Italia. Farmaci invece risultati privi di efficacia, o con modesto beneficio, citati nell’articolo sono gli antiistaminici, la pentossifillina, il misoprostolo, il tepoxalin , il dextrometorfan e la capsaicina.
Per il futuro sono in fase di studio i farmaci che inibiscono la famiglia degli enzimi tirosin-chinasii per la AD canina, altri che tendono a migliorare la funzione della barriera cutanea.CONCLUSIONI:
Gli autori concludono ricordando però che il trattamento della AD canina deve essere adattato individualmente ad ogni paziente, tenendo conto del tipo di lesioni, siano queste acute o croniche, localizzate o generalizzate. Il trattamento della AD canina cronica è una difficile sfida terapeutica e dovrebbe contemplare una associazione di individuazione ed eliminazione dei fattori che scatenano l’infiammazione, di cura della cute, di riduzione delle lesioni cutanee e del prurito, e di prevenzione delle ricadute dei segni clinici in seguito a remissione clinica. Gli autori ricordano anche che non tutti gli interventi terapeutici sono adatti ad ogni paziente; i farmaci non sono di ugual efficacia o tollerati in ugual modo da ogni cane. I medici veterinari sono anche incoraggiati a rispettare le scelte dei proprietari – basate sui costi e la fattibilità delle varie terapie– e a considerare la qualità della vita di ciascun paziente nel contesto delle raccomandazioni descritte.
Bibliografia
Olivry T, DeBoer DJ, Favrot C, Jackson HA, Mueller RS, Nuttall T, Pre´ laud P for the International Task Force on Canine Atopic Dermatitis. Treatment of canine atopic dermatitis: 2010 clinical practice guidelines from the International Task Force on Canine Atopic Dermatitis. Veterinary Dermatology 2010: 21: 233–248.
LINEE GUIDA:
http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/j.1365-3164.2010.00889.x/suppinfo
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