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Animali “fuori da un evidente destino”
di Redazione Vet Forum del: 04 agosto 2011
Categoria: DAL TERRITORIO
Animali “fuori da un evidente destino”

L'attualissimo dibattito sull'abbattimento programmato dei lupi, proposto dalla Regione Piemonte, si è concluso, fortunatamente, con la bocciatura: unica ragionevole e giusta soluzione, quella della tolleranza.

Riportiamo di seguito gli articoli principali circa questa vicenda

Piemonte, chiesto abbattimento programmato dei lupi
Ai primi di luglio, i lupi hanno colpito in Valle Stura (4 pecore uccise) e in Val Pellice (morti 3 capi), un branco ha attaccato un allevamento di capre nel comune di Oncino, causando la perdita di 16 capi tra animali morti, feriti e dispersi, nel comune di Sant'Anna di Bellino; in totale sono morte 59 pecore. A preoccupare chi segue e studia il fenomeno della predazione è l'altitudine: i lupi, in occasione di quest'ultimo episodio, sono entrati in azione a circa 2.500 metri, probabilmente spinti dal caldo che contraddistingue il periodo e dalla ricerca di cibo.

Precedenti di tale entità, riferisce un comunicato della Regione,se ne ricordano pochi.

Per l'Assessore Regionale all'Agricoltura Claudio Sacchetto "ci vuole buonsenso". Il lupo, dichiara, " non ha più paura dell'uomo e attacca con frequenza. Basta con componenti ideologiche cieche, continueremo a chiedere al Ministero di autorizzarci ad abbattere i lupi qualora non permettano la sopravvivenza di un ecosistema equilibrato: è ora di intervenire, lo chiede la montagna esasperata da agguati e aggressioni".

"La Regione - aggiunge- si scontra, purtroppo, non solo con anacronistiche normative internazionali che garantiscono una superprotezione ingiustificata alla specie lupina, ma anche con una particolare insensibilità delle strutture Ministeriali ai problemi degli allevatori e dei pastori.

A differenza di altri paesi dove, a fronte della constatazione di gravi danni per gli allevamenti si attivano abbattimenti selettivi in deroga, in Italia sono state predisposte delle procedure che condizionano le decisioni in materia del Ministero dell'Ambiente a organismi autoreferenziali di matrice ambientalista orientati per motivi ideologici a non concedere alcun abbattimento indipendentemente dalla gravità della situazione".

"La Regione - conclude Sacchetto- sta predisponendo una riorganizzazione nell'ambito dei risarcimenti e degli interventi attivi a supporto degli allevatori vittime della predazione lupina: si parla dunque non solo del recupero delle carcasse finite in posizioni di difficile recupero, ma anche del sottovalutato problema degli animali feriti (da individuare, recuperare, curare o eutanasizzare): spesso e volentieri l'attacco del lupo, quando non si traduce nella morte della preda, significa giorni di lunga agonia e sofferenza per l'animale ferito. Anche prendere in considerazione tale aspetto significa tutelare la natura".

Fonte: anmvioggi.it


 

Animali fuori da un evidente destino
di Cesare Pierbattisti - Presidente dell'ordine dei veterinari di Torino
Questo non è solamente il titolo di un bellissimo romanzo di Giorgio Faletti, in realtà «indians out of a clear destiny» era la frase con la quale i sostenitori della dottrina del Destino Manifesto giustificarono l'eliminazione degli Indiani d'America, considerandoli inferiori e votati all'estinzione per volontà divina. Mi è tornata alla mente quella delirante affermazione a causa dei lupi. Sulle nostre montagne ci sono alcune decine di esemplari della specie Canis lupus italicus, hanno avuto la pessima idea di risalire dagli Appennini, dove la loro popolazione è andata aumentando negli ultimi vent'anni grazie alle leggi di protezione e nonostante le difficoltà collegate ad un territorio antropizzato ed al bracconaggio che si avvale di tutte le armi tipiche dei coraggiosi: bocconi avvelenati, lacci, tagliole ed il fuoco per i cuccioli nelle tane.

Già, perché i lupi sono carnivori, quando trovano una facile preda se la mangiano e, a detta di alcune organizzazioni, il danno sarebbe incalcolabile: 2500 pecore in un anno, più vacche, capre, polli ed altri animali domestici. Ora, nonostante siano previsti dei risarcimenti per gli allevatori danneggiati, c'è chi pensa che dovremmo abbattere quei 60-70 lupi che vagano nel vasto territorio alpino che comprende Italia, Francia e Svizzera, muovendosi di notte, percorrendo decine di chilometri in poche ore nell'affannosa ricerca di qualcosa da mettere sotto i denti e nella continua ansia di sfuggire alla minaccia di quel grande predatore che è l'uomo, un predatore che non tollera la concorrenza di nessuno.

Pur non volendo operare un confronto che potrebbe apparire irriverente, i lupi, come lo erano i pellerossa, sono «fuori da un evidente destino», non c'è più posto per loro nel pollaio umano che abbiamo costruito, la loro presenza è intollerabile come lo era quella delle numerose altre specie che abbiamo portato all'estinzione. Sarà inevitabile, ricordo che quando da bambino giocavo agli indiani ed ai cowboys non facevo mai Buffalo Bill o David Crockett, preferivo Geronimo o Toro Seduto. Per le stesse ragioni io sto con i lupi.

Fonte: LaStampa.it

 

 

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